La vera storia di uno startupper. Come l’idea, e il team portano all’investitore.

Ti sei mai tLa vera storia di uno startupperrovato a confrontarti sulla tua idea di business con altre persone?
Magari altri startupper o semplici amici e parenti?
Non mi dire che tu sei uno di quelli che non parla, non sente, non vede nulla perché ha una paura fottuta che gli rubino l’idea?
Scopri la vera storia di uno startupper.

A meno che tu non abbia la formula segreta che guarisce dai tumori, non hai proprio nulla da temere, la tua idea non vale niente. Almeno per adesso.

Se vuoi capire al contrario se la tua idea, progetto, prototipo o invenzione ha un futuro allora leggi la vera storia di uno startupper che ha già affrontato nell`ultimo anno le tue stesse convinzioni, credenze e luoghi comuni e adesso la sua visione è completamente opposta a quando è partito con la sua startup.

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Grazie alla confessione di questo startupper in incognito, puoi evitare anche tu di perdere tempo, denaro in un prodotto o servizio che non serve al mondo. Lo so che i “guru del business” ti dicono di:

  • Fare un business plan
  • Proteggere l’idea
  • Far firmare un contratto di riservatezza
  • Cercare prima i soldi perché cosi non rischi nulla
  • Aprire una srl cosi sei più sicuro
  • Bla, bla, bla, bla….

Al contrario con la storia vera che sto per raccontarti, riuscirai a testare il tuo prodotto o servizio senza un business plan inventato, senza depositare brevetti e soprattutto autofinanziando la tua start up!

Lo sai che il 99% delle “idee” di oggi erano già in giro fra il 98 e il 2000?

Ci sono voluti tutti questi anni per vederle messe in pratica perché non esisteva la tecnologia che poteva supportarle e realizzarle nella pratica o perché erano anti economiche. Oppure il mercato, i clienti non erano pronti per l`innovazione stessa.

E qui ripartiamo dall’inizio ovvero dalla tua idea, che per adesso non vale nulla.

Al contrario gli investitori vogliono numeri, vendite prima di tutto per cui se vuoi ottenere denaro, creare un team di successo, superare l`impatto col mercato, trovare dei partner e vedere la tua start up realizzate, ascolta con attenzione il dialogo che ho fatto con uno startupper come te pochi giorni fa.

  • Raccontami la tua esperienza, sei stato un anno a studiare e formarti con delle digital start up all`interno dell`incubatore, come ti sembrano gli startupper adesso?

“La maggior parte dei team che ho conosciuto da vicino è composto da non più di tre amici che nel tempo libero lavorano all’APP o al portale ma non li ho visti mai incassare 1 euro di vendita”

“Quando entrano negli incubatori o ricevono delle somme di denaro, cominciano a volare alto e diventano super esperti di tutto ma quando è ora di presentare il pitch rimangono bruciati dalla domanda dell`investitore, ovvero che hanno fatto negli ultimi 12 mesi…”

  • Aspetta, conosco la risposta: hanno polverizzato tutte le somme raccolte e perso solo tempo in dettagli tecnici senza preoccuparsi di trovare clienti disposti a comprare il loro prodotto. Indovinato?

“Esatto!, proprio cosi Marco”

“E lo sai? La maggior parte degli startupper non si impegna a vendere il proprio prodotto ma cerca di guadagnare dai soldi degli altri ovvero da chi dovrebbe finanziare la loro start up. Idee dal valore nullo o irrisorio, valutate per 100-500K dai fondatori ma tutto questo rimane solo un sogno. Si svegliano appena l`incubatore li mette alla porta, circa un anno dopo il loro ingresso nella struttura. Proprio come è successo a me”

  • Ma dopo un anno se non funziona con l’aiuto dei guru (coach, commercialisti, consulenti ecc …) presenti nell’ incubatore come possono pensare che fuori vada meglio? Quando conosco degli startupper mi dicono che possono aspettare, non hanno fretta di testare la loro idea perché conta creare un team e trovare i soldi. Il tempo però è l’ unica risorsa preziosa che abbiamo in quanto limitato.

Al contrario, testare se sei già pronto per il mercato, ti permette di preparare il prodotto o servizio al meglio e soprattutto permette di autofinanziarsi dalle pre-vendite. Questo significa testare e validare il prodotto. Da qui si parte per trovare i soldi e quindi dare un valore reale alla start up.

Poi, mi sono sempre chiesto ma che fine fanno questi startupper falliti una volta chiusa la loro startup?

“Te lo dico io diventano i nuovi mentor o guru del business come li chiami te, proprio dentro la struttura che li ha ospitati. Ne ho visti più di uno fare questo tipo di carriera”

  • Ma tutti quegli eventi in cui mettono insieme startupper, presunti tali, imprenditori di fama mondiale, investitori milionari con incontri dai nomi roboanti come Startup week end, elevetor pitch, start up italia molte volte organizzate con sponsor importanti come banche, politecnici, comuni ecc…magari all`interno di strutture di coworking, servono a qualcosa di concreto e reale?

“Ho capito che la cosa più importante per lo startupper illuminato è pitchare sempre e comunque, dovunque persino alla fiera dei peperoni di Carmagnola”

  • Dalla mia esperienza ho notato che molte volte si danno titoli per sentirsi più grandi o importanti come CEO, CTO, COO… che ridere! E` ancora cosi?

“non solo, con i titoli pensano di attirare più facilmente neo-professionisti o inesperti a lavorare gratis nella start up in cambio di quote che corrispondono a niente visto che non vendono! E molte volte ci riescono…”

  • Questi startupper sono pronti a essere giudicati con la loro idea o sono sempre permalosi?

“Sai, a nessuno degli startupper interessa sentirsi dire cosa non funziona, la cosa più importante è l’ego, ovvero raccogliere applausi al pitch e fare foto inutili da mettere sulla home page del sito”

  • Infatti ho cambiato i termini ELEVETOR PITCH in ELEVETOR PISCH ovvero a chi la butta più lontana…

“Devo dirti che ho imparato anche tante cose positive. Anzi moltissime.
Startupper capaci di imparare con umiltà da chi ha fatto prima di loro la stessa esperienza (non i coach dell’incubatore) prendendo schiaffi dal mercato e dai clienti ma pronti a migliorare il prodotto. Startupper che prima si preoccupano di reperire numeri reali, quelli derivanti dalle vendite e poi si mettono a chiedere soldi. Startupper veri che non credono alle favole”

Proprio per questo ho deciso di aiutare più startupper possibile. Ho realizzato ciò che ti serve davvero perché la mia mission è renderti libero e consapevole. Libero dai “business guru”, libero dai falsi miti per renderti autonomo. Ecco in cosa è diverso il mio sistema “successo start up”, creato appositamente per tutti gli aspiranti startupper e quelli delusi o falliti.

In sole 3 ore ti permetto di testare la tua idea, progetto o prodotto prima di entrare nel mercato e prima di bussare alla porta degli investitori.

Solo se sei pronto, puoi autofinanziarti e continuare a migliorare il tuo prodotto, servizio, prototipo di base sino ad arrivare alla normale produzione. Successo Start up  funziona perché si applica per tutti i mercati o settori per cui è chiaro e pratico.

Sei all’ altezza di riuscirci e non ti occorre un coworking, fare un business plan o spendere soldi per un brevetto. Prima testa la tua idea, dimostra che hai un mercato. Poi viene il resto.

In base a cosa decidere se accedere a successo start up?

Io ti parlo di investire 3 ore di tempo e non 12 mesi, ti prometto che vedrai la tua idea di business sotto un’ altra prospettiva e soprattutto scoprirai un metodo che puoi applicare costantemente per tutte le idee che ti verranno in futuro.

Ascolta le testimonianze delle persone che hanno già dato una svolta lla loro idea di business! Clicca qui per vedere i video delle testimonianze

A tra poco!

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