Perché lo startupper può essere vittima delle riviste

perché lo startupper può essere vittima delle rivisteTi è mai capitato di trovare un’idea leggendo una rivista sulle imprese?
Oppure di essere attratto dall’ ultimo franchising innovativo trovato in pubblicità su un magazine?
O semplicemente sei stato stimolato ad agire da un articolo di giornale su una start up di successo?
Se vuoi capire se ti stanno vendendo banali e inutili informazioni per la tua futura impresa allora leggi come riconoscere i loro stratagemmi prima che tu diventa la preda di questi squali facendo da cliente per questi magazine.
In questo articolo imparerai a riconoscere la vendita delle informazioni inutili e perché lo startupper può essere vittima delle riviste, grazie a quello che ti spiegherò riuscirai ad avere una tua opinione sui business delle imprese e diventerai un esperto in questo. Saranno gli altri a chiederti un parere da oggi.

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Nel corso degli anni ho visto sempre di più diffondere il pensiero di: “come inventarsi startupper” dove si lavora poco e si guadagna molto. Con tutto questo ingombrante bagaglio di informazioni che vengono diffuse quotidianamente (sul web) o mensilmente con la carta stampata, mi devi spiegare perché il tasso di mortalità delle start up è del 90%. Tra poco scoprirai perché ciò che ti consigliano gli esperti tramite comunicazioni mirate e di vendita non funziona.

Come primo punto,

In cosa è davvero diverso il mio modo di fare start up e quindi informazione.

Io mi baso sui numeri, molto semplice. Prova a prendere un numero della tua rivista preferita di 10 anni fa e guarda le aziende che venivano spinte all`epoca con franchising, opportunità innovative … che fine hanno fatto oggi? Sono in quel 90% certamente di fallimenti. Al contrario le start up e i progetti che ho contribuito a creare sono ancora tutte al loro posto.

Proprio per questo posso svelarti i segreti che adesso ignori e soprattutto ti voglio indicare da chi difenderti.

Nell’era analogica, detenevano questo potere di mala informazione pochi e potenti “guardiani” del sapere:

• Università
• Editori
• Stato
• Critici culturali
• Studiosi e professori

Al contrario oggi, l’informazione pilotata viene diffusa molto più facilmente e la tua capacità di scelta dei contenuti è molto più difficile e quindi aumenta il tuo rischio di fare impresa perché sei disorientato. Non ti basta leggere un articolo di 2 pagine per decidere di diventare startupper. Non basta abbonarsi al mensile per sentirti un imprenditore e smetti di pensare che se dei perfetti sconosciuti sono riusciti a creare una start up, puoi farlo anche tu. Quello che avviene, te lo dico io: fallimento certo o quasi, ricorda sempre che il 90% delle imprese muoiono in breve tempo dal lancio. Ecco le prove di quello che ti sto dicendo, chiedo aiuto alla storia.

Socrate ha ricordato che sapeva soltanto una cosa: non sapeva nulla. La strategia di vendita di queste riviste porta ad alterare la tua visione su come fare impresa. Questi contenuti ti arrivano con pochi euro (il costo del magazine) ma ti svelo un primo strumento che ti permette di capire se ti stanno allevando per essere la preda di uno squalo.

E’ una semplice moltiplicazione che ti permette di capire da dove fanno denaro queste riviste specialistiche e quindi di capire realmente il loro obiettivo. Come ogni mio metodo, basta seguire le istruzioni per renderti autonomo nelle tue valutazioni.

Produzione di Denaro = numero di riviste vendute X costo singolo della rivista

Se vendono milioni di copie, ognuna ad un prezzo accessibile significa avere un forte impatto in termini di estensione (tanti lettori) con una bassa intensità (pochi euro del costo della tua copia). Capisci bene che sono in grado di “informare” in maniera mirata con lo scopo di vendere il magazine ed essere appetibili con gli altri loro clienti (aziende, start up o franchising) che pagano profumatamente per essere presenti con articoli e pubblicità costruite ad hoc. Ecco perché finora ti hanno mentito sulle informazioni per neo imprenditori come te, tu rappresenti il 50% del cliente (la seconda metà sono le aziende che appaiono mese per mese) del loro modello di business denominato “doppia faccia” e senza di te il sistema di guadagno non funzionerebbe.

Ti starai chiedendo, perché tutti leggono questi magazine?

Le informazioni sono di base interessanti ma non approfondite e sicuramente costruite in maniera tale da catturare la tua attenzione. Se ancora non mi credi, stai attento a questo esempio.

Sarà una combinazione ma facci caso da solo, vai alla pagina 2 (di solito è la più importante dopo la copertina) perché è la prima che si legge, magari la carta è più spessa proprio perchè fa da copertina ed è vicino al sommario o all’editoriale del direttore. Chiaramente questa è la pagina più cara per apparire, quindi troverai grossi brand affermati o start up che si illudono di vendere solo perche sono li… ora sfoglia la rivista e certamente troverai un approfondimento del settore in cui si occupa proprio lo sponsor di pagina 2. A volte, senza nessuna remora la pubblicità è di fianco ad un intervista pilotata.

Ridicoli! Ti trovi la pubblicità di come fare un business col franchising della depilazione e per magia, dopo poche pagine si parla di come anche gli uomini si fanno strappare i peli sul petto. Oppure il nuovo business del vino e vai sicuro che trovi un approfondimento di come nel mondo si consumano sempre di più bottiglie, magari intervistando un esperto.

Come ti anticipavo, questo modello di business si chiama in gergo “multifaccia” ed è applicato con successo da tantissime aziende. Infatti è anche uno dei miei preferiti, ovviamente per l’etica ognuno mette la sua, ma il modello è molto potente. Ti faccio degli esempi ma prima devi comprendere la caratteristica principale di questo sistema ovvero devi portare due target distinti di clienti che vivono in simbiosi tra di loro infatti uno sopravvive se c’è l’altro.

eBay ha un modello di business di questo tipo, proprio per questo cerca chi mette in vendita della merce e chi la vuole comprare. Anche i free press regalati nelle grandi città, di solito all’ingresso delle metropolitane seguono lo stesso schema: lettori attratti che leggono un quotidiano gratuito e aziende locali che si pubblicizzano.

La differenza fra le mie informazioni, quelle che ora stai leggendo e quelle di queste riviste è che io parlo di fatti realmente accaduti al sottoscritto. Mentre il giornalista di turno non conosce nemmeno a chi deve rivolgersi per aprire una partita iva. Riviste, mensili o web journal rappresentano un mezzo pubblicitario che da visibilità a tutte quelle aziende o start up che:

1. Vogliono entrare in contatto con potenziali clienti
2. Vogliono aumentare il peso del proprio brand

Il prodotto/servizio che la rivista mette a disposizione per le imprese è un enorme numero di lettori interessati a nuovi business con campagne pianificate nel tempo che servono a dare continuità. Le aziende che vogliono far parte di questo circuito si propongono direttamente compilando un form della rivista su internet o chiamando il numero verde. Molte volte subiscono la tecnica del “falso acquisto” ovvero vengono contattate direttamente dalla rivista con la scusa di un’ intervista per poi vendergli un pacchetto visibilità.

Ecco invece come attirano la tua attenzione, partendo da titoli di articoli o interviste di questo tipo:

• Aprire un’attività in franchising, il consiglio di … (nome del guru)
• Come guadagnare con i rifiuti delle città
• 50 idee per mettersi in proprio
• 1000 modi per fare soldi
• Guadagnare con i buoni sconto: la nuova frontiera
• Apri il tuo business in Brasile
• Ecc …

Per me rappresenta l’elenco di cose da non fare e non lo dico solo io, ma anche i numeri.
Come diceva Frank Zappa l’ informazione non è conoscenza.perché lo startupper può essere vittima delle riviste

Nel mondo del business moderno, si ritiene che chi ha un grande seguito come le riviste sulle start up dovrebbero essere inattaccabili perché il loro business è basato sulla conoscenza e specializzazione. Per usare una metafora, le informazioni sulle imprese rappresentano la materia prima per la creazione di conoscenza, proprio come la farina rappresenta la materia prima per realizzare la pizza. E’ la conoscenza che trasforma la farina in una pizza, e nello stesso modo è la conoscenza che prende la materia prima delle informazioni e le trasforma in conoscenza.
Eppure tante di queste informazioni di massa per neo imprenditori sono dubbie e poco affidabili. Come puoi sapere quali informazioni dovresti considerare e valutare personalmente?
Io voglio svelarti la mia conoscenza, segreti e tecniche per renderti autonomo e prepararti a combattere con intelligenza gli squali. Devi imparare, evolverti e confrontarti in una vita sociale di tuoi simili per crescere velocemente come fanno i calamari giganti. Questi nuovi conquistatori degli oceani si trasformano da prede (quando sono piccoli) a predatori infallibili in meno di un anno, mettendo nel loro menu anche gli squali. Devi accettare sempre più che l’informazione da sola non assicura un miglioramento della tua capacità decisionale e nemmeno le sorti della tua start up.
Per renderti autonomo nella valutazione dei business devi prima crearne uno tuo che funzioni. Devi dimostrare di essere un imprenditore a te, al mercato e al tuo potenziale investitore. La differenza fra uno startupper “buono e uno eccellente” sta nel passare a mettere in pratica ciò che si ha imparato velocemente. La tua start up deve diventare un calamaro enorme e deve cacciare con i propri simili perché come dico sempre: “dalla condivisione dei pensieri, nascono le idee migliori”.
Ecco come può cambiare la tua vita di startupper nei prossimi giorni, renditi autonomo dalle riviste che propinano informazioni pilotate.

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