Quante quote della tua start up devi cedere all’investitore?

Ti consiglio di guardare il video tratto dalla sitcom “The big bang theory” prima di iniziare a scoprire quante quote della tua start up devi cedere all’investitore, ti assicuro che ti farai delle risate.

Ti è mai capitato di avere un’idea innovativa?

Sicuramente ti sei immaginato a quanti soldi potresti farci se solo avessi un budget da un investitore.
A un certo punto ti sei chiesto dove trovare il denaro per realizzarla, perché più ne hai e più ne guadagni. Giusto?
Ma quanto devi condividere con l’investitore della tua geniale idea? 10%, 30%, 50% o 100%?
E quante quote della tua start up per il tuo programmatore e marketing manager?

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Se vuoi ottenere il denaro che ti serve per la tua idea senza perdere troppe quote della tua start up, allora leggi con attenzione. Ti evito di farti sfilare denaro e percentuali dalle tue tasche.

Come già sai uno dei blocchi degli aspiranti startupper come te è proprio quello di recuperare le risorse economiche. Che tu voglia sviluppare l’ultima app, un nuovo social network di successo mondiale, piuttosto che proteggere il tuo prodotto da imitazioni, in ogni caso sei fermo perché non sai come trovare il denaro.

Il tempo passa, la tua attenzione cala

E ti convinci che se avessi il denaro necessario a quest’ ora saresti ricco. Palle! Grosse palle che ti stai raccontando, le stesse che ti hanno sempre raccontato. Se hai avuto un minimo di approccio con professionisti quali commercialisti, avvocati o consulenti di business molto probabilmente ti hanno detto quanto segue:

1. Preventivamente completa un NDA (accordo di riservatezza) per proteggere la tua idea (magari fatto dal commercialista o avvocato)
2. Presenta solo l’idea, al primo incontro con un investitore è più che sufficiente; se proprio lo ritieni, portati dietro un business plan sintetico. Spiega a grandi linee il modello di business anche se non è importante
3. Al secondo incontro, approfondisci il business plan (almeno con base a 3 anni). E’ opportuno un file in excel che permetta di modificare in tempo reale i dati.
4. E’ meglio preparare sin da subito 3 previsioni di fatturato con diverse difficolà (semplice, media e difficile)
L’elenco delle soluzioni che abili venditori, ma non imprenditori ti hanno spacciato continua, cosi come le loro bugie. Ecco un altro assaggio di termini che servono solo per riempire la bocca e il portafoglio di questi “esperti”: Term Sheet (documento preparatorio del contratto), Mou (memorandum of understanding), Loi (letters of intent)… tutte parole in inglese perché sembrano di maggior valore.

Aspetta, ci sono altre alternative che ti hanno sicuramente proposto, le famose clausole! Ecco un saggio delle cose che vengono raccontate agli ignari startupper come te:

Liquidation preference (il primo denaro incassato dalla vendita delle quote va all’investitore), Drag (covendita), Tag along (il socio di minoranza costringe il più grande a vendere quando vuole il primo), Exit (liquidare la propria quota), Governance (composizione nel consiglio degli amministratori), Bad leaver (una sorta di obbligo nei tuoi confronti che dice di dedicarti notte e giorno al progetto).

Aspetta, ci sono anche i consulenti e coach esperti in start up (che poi non fanno gli imprenditori ma sono stipendiati da qualcuno) che ti insegnano altre terminologie:

• Premoney: quanto vale la tua azienda prima dell’investitore. Perché hai già aperto la partita iva?
• Cap table: previsione sugli aumenti di capitale (cosa ti serve parlarne adesso?)
• Due diligence: insieme dei controlli legali e commerciali sulla tua nuovissima e fiammante partita iva. Serve per verificare conti, pendenze, e verificare il giusto premoney.
• Irr: internal rate return. Formula che usano gli investitori per calcolare il loro ritorno

Se non hai avuto ancora modo di confrontarti con questi “esperti” e non ti fidi di quello che ti dico io, ecco delle prove per te. Questo approccio ti porta a comportarti esattamente come il 75% delle start up che non riceve nemmeno 1 euro. Quello che otterrai sono solo pensieri e problemi che non devi farti nella fase iniziale. Smetti di seguire i “buoni consigli” di commercialisti, avvocati, consulenti marketing, esperti in start up, coach, incubatori e presunti investitori.
Il loro obiettivo è guadagnare dai loro servizi (il che è anche giusto) ma è quello che serve a te e alla tua idea? Ora è il momento di definire quante quote dare della tua start up all’ investitore? Le percentuali da dividersi? I ruoli in azienda?

Non sai nemmeno chi cercare per trovare il denaro.

Ogni investitore ha un profilo diverso e te li dico tra poco chi sono esattamente.Inoltre, i vari “professionisti” che ti ho elencato sono davvero imprenditori? Quante aziende gestiscono in maniera scalabile e quante start up hanno lanciato?

“Se vuoi avere successo nella vita, trova qualcuno che ha raggiunto i risultati che tu desideri ed emula i passi che ha compiuto. Così potrai raggiungere anche tu gli stessi risultati”
Anthony Robbins

La differenza tra me e tutti gli esperti che ti ho elencato in precedenza è proprio quello di renderti autonomo nella valutazione della tua idea di business, nello sviluppo iniziale e soprattutto di prepararti al meglio verso la ricerca del giusto investitore, partner o socio.
La mia mission è “aiutarti a renderti capace a valutare da solo se la tua idea di business è di successo o fermarti prima che tu possa sprecare troppo tempo o denaro”. Ciò in soli 3 passaggi.
Puoi cominciare a seguire le istruzioni del report Magnet Money che ho preparato per te e poi valuta da te se sei già pronto per presentarti ad un investitore. In caso contrario ho già realizzato ciò che ti serve con il sistema Successo Startup:

1. Manuale Mognet Money
2. “successo start up”, ti spiego cosa devi fare per mettere alla prova la tua idea di business
3. Ti svelo come devi fare per raggiungere il cuore e la mente degli investitori

Forse ti stai chiedendo perché non usano tutti il mio sistema?
Commercialisti, avvocati, coach, consulenti, manager hanno altre finalità se ci pensi bene ma non sono imprenditori. Non hanno sviluppato start up. Sono nello stesso mio settore ma non hanno esperienza in merito. Molto probabilmente sono liberi professionisti (se fossero imprenditori non sarebbero coinvolti direttamente nel business, infatti se si allontanano dall`ufficio tutto va tutto a ramengo) che gestiscono conti, pendenze o fanno marketing per te.

Al contrario il sistema Successo Startup è stato sviluppato facendo esperienza su centinaia di idee ed è applicato continuamente per le decine di start up che abbiamo contribuito a creare; proprio per questo sono sicuro che funzionerebbe anche con la tua idea di business. E se ti rendi conto che la tua idea non funziona più, con il sistema Successo Startup ti porti comunque un grande valore a casa ovvero puoi sviluppare infinite altre idee. Inoltre sei in grado di valutare proposte di business che ti potrebbero arrivare in futuro e scoprire se sono opportunità o bidoni.

Il sistema Successo Startup funziona perché è stato appositamente creato per gli startupper come te che sono all’inizio della propria idea. Quelli che devono capire da dove partire per fare denaro e dimostrare con numeri reali (non quelli finti che qualcuno ti fa mettere nei business plan) ai potenziali investitori che sei una persona di successo. Il futuro imprenditore. Colui in grado di creare un modello di business scalabile, ripetibile e automatico.
Colui che è in grado di aprire una trattativa con un investitore e non si fa mettere a 90 come gli startupper impreparati quando parlano con “esperti” del settore.
Apri gli occhi e decidi con la tua testa, non svendere la tua idea sin dall’inizio.
Se pensi che il sistema Successo Startup sia difficile e quindi sia meglio delegare queste attività vitali a venditori di servizi che non ti servono, prova a contare quanti soldi spendono le start up prima di testare la propria idea. Prima di trovare i clienti.

Davvero faresti pilotare l’aereo dove ci sei tu e i tuoi cari da un assistente di volo? Magari ci riuscirebbe, ma perché prendersi quel rischio?
Tra avvocati, commercialisti, notai (potrebbe servirti in base al tipo di società), pratiche varie, indagini di mercato, business plan, protezioni, brevetti, piani marketing… ti assicuro che parti già in negativo. E pensare che puoi evitarti tutto questo se solo tu avessi le conoscenze necessarie per capire se vale la pena affrontare queste spese.

Che requisiti dovrebbe avere il sistema Successo Startup per essere ottimo ai tuoi occhi?Quante quote della tua start up

Evitare di perdere tempo e denaro e soprattutto darti modo di gestire le tue idee e svilupparle da solo per poi rivolgerti a investitori nel seguente ordine:

1. 4F: Famiglia, amici, fondatore (cioè tu) e pazzi. Te li ho detti in italiano anche se fa meno impatto rispetto ai “professionisti”. In inglese avrebbero tutte F come iniziali.
2. Capitale di debito di banche o finanziarie
3. Fondi europei
4. Crowfunding
5. Capitale di rischio privato, adatto se sei già in fase di crescita con la tua start up
Come vedi gli investitori che intendi tu, arrivano solo alla fine. Commetti un errore se ti presenti da loro quando non sei pronto, infatti il 75% degli startupper non ricevono denaro.
Però ti preoccupi di quote, business plan e ruoli aziendali… un pò come il maniaco Sheldon Cooper di Big bang theory! :))

Ti sei riconosciuto nel video?

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